W-Trek: la guida completa per backpacker
Il W Trek in autonomia per 265 €, contro i 1500 delle agenzie. Furbo, comodo, per tutti.
La Patagonia ha sempre abitato il mio immaginario come un luogo lontano, quasi irraggiungibile. Quando ho saputo che sarei andato in Brasile per la COP30, ho capito che era il momento di trasformare quel sogno in un viaggio vero. Il Torres del Paine e il suo W Trek erano in cima alla lista, finché non mi sono scontrato con i prezzi: 1200, 1500 € chiesti dalle agenzie. Per fortuna non ho mollato: quasi tutto il percorso si può fare in autonomia, a una frazione di quella cifra. Tre quarti del W in tre giorni, per 265 € tutto incluso.
Ma non è stato un W da sopravvivenza. È stato un W intelligente.
Risparmiare non ha significato soffrire. Niente tenda a battere i denti nelle notti gelide di fine aprile, niente zaino da venti chili trascinato per giorni. Ho usato il rifugio di Paine Grande come base fissa, comodamente davanti al molo del traghetto, muovendomi leggero verso i due bracci occidentali della W. Un letto al caldo, il fornelletto per i miei pasti, qualche piccolo lusso al posto giusto. Il risultato è un percorso efficiente su due fronti insieme, costi e fatica, e proprio per questo adatto a tutti. Ecco come.
Cos'è il W (e l'O)
Il Parco Nazionale Torres del Paine, all'estremo sud del Cile, è uno dei simboli della cordigliera andina: montagne granitiche, laghi turchesi, foreste e ghiacciai. Il suo nome viene dalle tre Torri, guglie verticali di quasi tremila metri.
Il W Trek è il modo più amato per scoprirlo: 70–80 km che disegnano sulla mappa una «W», toccando i tre punti chiave del parco. Si fa di solito in 4–5 giorni. Esiste anche il Circuito O, che gira l'intero massiccio in 7–9 giorni sul lato più selvaggio e remoto: quando sono andato io era già chiuso per la stagione. Una buona ragione per tornare, in un'altra epoca dell'anno, a scoprire nuove meraviglie.
Il clima, il vero padrone
A cinquanta gradi di latitudine sud, esposto ai venti occidentali che girano il globo senza incontrare terra, il Torres del Paine ha un clima imprevedibile e spesso feroce: sole, vento, pioggia e neve nello stesso giorno sono la norma. Il protagonista è il vento, che passa da brezza a raffiche oltre i cento all'ora. Lo abbiamo imparato salendo al Fitz Roy per l'alba, arrivati in cima dentro una tempesta di neve con raffiche oltre i 105 km/h e cinque metri di visibilità. In Patagonia decide sempre la montagna.
6–20°C, fino a 17h di luce. Stabile ma affollato, ventosissimo, prenotazioni con mesi di anticipo.
Da 5°C allo zero, neve possibile. Boschi di lenga rossi e oro, sentieri vuoti.
Freddo e neve, venti più calmi. Molti servizi chiusi, alcuni tratti solo con guida.
Neve residua e fango, poi natura che rifiorisce. Pochi visitatori.
Io sono andato tra il 25 e il 27 aprile, l'ultima settimana prima della chiusura dei rifugi. Un periodo da rispettare, ma che regala il contrasto tra neve bianca e boschi rossi, e un vantaggio pratico enorme: ho prenotato tutto uno o due giorni prima, con flessibilità totale e prezzi molto più bassi.
Dormire a Puerto Natales
La porta d'accesso al parco è una cittadina piccola e tranquilla sul fiordo, a due ore dagli ingressi, che si gira tutta a piedi. È qui che si prepara e si chiude il trekking. Per un W in autonomia la scelta giusta è un ostello con cucina, noleggio attrezzatura e deposito bagagli: è dove ho noleggiato il fornelletto e preparato il cibo per il sentiero.
I rifugi lungo il W
Sei rifugi, tre gestori. Capire chi gestisce cosa è la vera chiave del budget.
Il versante del ghiacciaio Grey, con prezzi nella norma: è qui che ho costruito l'itinerario.
Il versante delle Torri. I prezzi più alti del parco: evitati facendo la Base in giornata.
Gratuiti ma essenziali: nessun rifugio né servizi. Solo tenda propria.
In estate: prenotazione con mesi di anticipo su almeno due sistemi diversi. È questa complessità la barriera su cui le agenzie costruiscono i prezzi. La mossa che abbatte la spesa: solo Vertice, zero pernottamenti a est.
L'itinerario, giorno per giorno
Paine Grande come base davanti al molo, spostamenti leggeri, la Base delle Torri in giornata da Puerto Natales. Sacco a pelo, fornelletto e cibo nello zaino.
La Base delle Torri
Puerto Natales → Base Torres → Puerto Natales · in giornata
Si parte all'alba da Puerto Natales, in macchina con un gruppo di amici conosciuti a El Chaltén. Un'ora e mezza di strada e siamo al centro visitatori, dove comincia la salita. Il cielo è basso e grigio, tira vento e cade qualche fiocco di neve, ma la carica è alle stelle.
Davanti a noi ci sono 22 chilometri tra andata e ritorno e circa 1500 metri di dislivello complessivo. La regola è una sola: partire presto, prima delle dieci. L'ultimo chilometro, il più duro, è controllato dai ranger, che impongono di superarlo entro le 13 in autunno e le 14 in estate. È una salita ripida su pietraia che mette alla prova le gambe: difficoltà media, faticosa ma alla portata di chiunque abbia un minimo di allenamento.
Il pranzo ce lo siamo portati al sacco: panini con salumi e formaggi, marmellata e burro d'arachidi per il boost di zuccheri a metà cammino. Leggero, economico, e ci toglie dalla dipendenza dai prezzi gonfiati dei rifugi.
La Base delle Torri è l'unico tratto del W che si fa comodamente in giornata, ed è esattamente quello che facciamo: la sera siamo di nuovo a Puerto Natales, senza aver speso un centesimo nei rifugi orientali. Ceniamo tutti insieme, poi ci salutiamo. Loro proseguono per la loro strada, e da qui in avanti il W lo affronto da solo.
Miradores Francés e Británico
Paine Grande → Valle del Francés → M. Británico → Paine Grande
Sveglia alle sette, bus fino all'imbarco sul Lago Pehoé, catamarano delle 10:30 verso Paine Grande. Mezz'ora di traversata, check-in alle 11 e subito zaino in spalla.
Due parole sul rifugio, perché è qui che si capisce come si risparmia davvero. Paine Grande costa 65 dollari a notte in dormitorio condiviso, ma nudo e crudo: nessuna attrezzatura, stanze non riscaldate, sacco a pelo obbligatorio. Le formule pasto sono un salasso, fino a 110 dollari per la pensione completa.
Il cuore della giornata sono i due miradores del braccio centrale della W. Dal rifugio si cammina nel bosco di lenga, che in autunno esplode di rossi e ori, fino al Campamento Italiano. Da lì si sale al primo affaccio, il Mirador Francés, che guarda dritto al ghiacciaio pensile appeso al Paine Grande: se il vento tace un attimo, lo si sente scaricare valanghe di ghiaccio a valle. Chi ha ancora gambe prosegue fino al Mirador Británico, il punto più alto della valle, dove le pareti di roccia si aprono in un anfiteatro di cime a trecentosessanta gradi.
In tutto sono 26 chilometri e circa 1800 metri di dislivello, e non serve fare tutta la valle per portarsi a casa il meglio: sono proprio questi due affacci il motivo per cui si sale fin quassù. Il Lago Pehoé, il Paine Grande, le Corna del Paine, e il contrasto tra i colori accesi della valle e il bianco delle vette in quota. In tutta la giornata ho incrociato non più di cinque persone. Questo è il lusso vero della bassa stagione: un posto simile quasi tutto per sé.
Il Ghiacciaio Grey
Paine Grande → Refugio Grey → ponti sospesi → catamarano
Ultimo giorno, e comincia con un piccolo imprevisto: sveglia alle 8:30, più tardi del previsto. Colazione al volo e partenza alle 10 verso il ghiacciaio Grey. Anticipo subito una cosa: se dovete scegliere un solo tratto del W, è questo.
Il meteo stavolta gioca a favore, sole pieno ma vento fortissimo. Dal rifugio Paine Grande al Rifugio Grey si cammina circa 11 chilometri, che percorro in tre ore arrivando alle 13. Ma il punto forte viene dopo: proseguo fino al secondo ponte sospeso, il mirador affacciato direttamente sul fronte del ghiacciaio. Curiosità: superato il Campamento Grey si è già tecnicamente sul Circuito O, non più sul W. È lì che il Grey si mostra davvero, ed è lì che capite perché vale la fatica, il sudore, la battaglia contro il vento.
In totale 33,6 chilometri e circa mille metri di dislivello in sette ore. Il Rifugio Grey è meraviglioso ed economico, e con più tempo spezzerei la tappa dormendo lì. Ma dovevo rientrare per un traghetto che in quattro giorni mi avrebbe portato a Puerto Montt, e che per le imprevedibili condizioni patagoniche non si sapeva nemmeno quando sarebbe partito davvero.
Gli ultimi chilometri li ho fatti coi piedi a pezzi, non lo nascondo. Ma è stato il tratto più bello dei tre, quello che da solo giustifica tutto il viaggio.
Quanto ho speso davvero
Le mie voci, a confronto con quello che paga chi si affida a un'agenzia.
| Voce | USD | EUR |
|---|---|---|
| Ingresso parco (valido 10 giorni) | 55 $ | 48 € |
| Ostello Puerto Natales (1 notte) | 19 $ | 17 € |
| Cena giorno 1 | 11 $ | 10 € |
| Rifugio Paine Grande (1 notte) | 65 $ | 57 € |
| Spesa cibo (3 giorni) | 45 $ | 40 € |
| Bus Puerto Natales ⇄ parco (a/r) | 17 € | |
| Catamarano Lago Pehoé (a/r) | 48 € | |
| Noleggi (fornello, utensili, sacco a pelo, bastoncini, ramponi) | 32,5 $ | 29 € |
| Auto condivisa giorno 1 | 0 $ | 0 € |
| Totale | 265 € | |
| Stessa esperienza, con agenzia | 1200–1500 € |
Prezzi per stranieri (i cileni pagano meno). Conversione a 1 $ = 0,88 €. Noleggi: fornello 2 $/giorno, utensili 2 $/giorno, sacco a pelo 6 $/giorno, bastoncini 2,5 $/giorno, ramponi 5 $. L'ingresso si acquista su pasesparques.cl; bus e catamarano in contanti, in pesos cileni.
La differenza non è nel trekking, identico. È in tutto ciò che l'agenzia mette tra te e la montagna, e nella promessa di non doverti organizzare nulla. Ma organizzarsi vuol dire tre prenotazioni e uno zaino fatto bene.
Dove abbiamo dormito
Puerto Natales
Il migliore dei due. Accogliente, ben tenuto, il posto giusto dove riposare prima e dopo il trekking.
Molto carino, ma estremamente freddo nella stagione fredda: in inverno non lo consiglio.
Cercate un ostello con cucina attrezzata, noleggio attrezzatura e deposito bagagli durante il cammino. Altri nomi amati dai trekker: Erratic Rock, Yagan House, Puma House.